Neonato che dorme pacificamente, immagine di un bambino piccolo in un ambiente accogliente e rilassa.

Giulio, ospite nel nuovo studio

Il primo servizio Newborn nel nuovo Studio Nadar ha un sapore speciale.

Ci ha fatto piacere conoscere Rossella e Gaspare e accogliere il loro bellissimo bambino Giulio, che ha inaugurato la nuova sala.
Ogni servizio Newborn e un momento delicato: richiede calma, tempo e un ambiente sereno. Proprio per questo abbiamo immaginato il nuovo studio come un nuovo spazio silenzioso e accogliente, dove le famiglie possano sentirsi a proprio agio e i neonati possano essere fotografati con tutta la delicatezza che meritano.

Giulio ha dormito sereno, si è lasciato avvolgere dalla luce morbida della sala, permettendoci di realizzare immagini piene di semplicità e verità.

Iniziare questo nuovo capitolo con una famiglia così è stato il modo migliore per dare vita alla nostra nuovo atelier.

La nuova sede dello studio Fotografico Nadar di Marco Goi

Lo studio Nadar ha una nuova casa…

Nel 1983 nasceva lo Studio Fotografico Nadar, da in idea di  Marco Goi

Da allora, migliaia di volti, storie, famiglie e bambini sono passati davanti al mio obiettivo. Generazioni che hanno affidato alla fotografia i loro ricordi più preziosi.

Oggi, dopo oltre quarant’anni, lo studio inizia un nuovo capitolo.

La nuova sede si trova in un antico mulino di fine ’800, immerso nella campagna. Un luogo che ho recuperato e ristrutturato nel corso di quasi trent’anni, trasformandolo con pazienza e passione in una casa–studio atelier dove vivere la fotografia in modo ancora più intimo e autentico.

Non è solo uno spazio più grande.
È un luogo pensato per accogliere.

Marco Goi 42 anni dietro l'obbiettivo: la Studio Nadar si trasforma

lo Studio Nadar si trasforma…

Desidero condividere con voi un articolo che mi ha profondamente toccato e che racconta un momento importante della mia storia professionale. In queste righe, pubblicate su La Voce, il giornalista Alessandro Spanu ha saputo raccontare con attenzione, rispetto e sensibilità oltre quattro decenni di fotografia, di scatti, di sfide e di visioni che hanno accompagnato il percorso professionale .

Ringrazio sinceramente Alessandro per aver colto l’essenza di questo viaggio, per aver dato voce a pensieri, scelte e passioni che da sempre guidano il mio lavoro dietro l’obiettivo. La fotografia è qualcosa che va oltre l’immagine: è memoria, emozione, incontro umano. È un linguaggio che parla al cuore, e vederlo riconosciuto in un articolo di giornale è per me un vero onore.

Con gratitudine, condivido qui sotto l’articolo originale pubblicato su La Voce, perché possiate leggerlo nella sua forma e completezza.